Nel 2008 la Danimarca ha riformato il proprio sistema fiscale per alleggerire il peso sul redditi da lavoro. Oggi le persone fisiche in Danimarca sono tassate con 4 diverse imposte: un’imposta statale, una comunale, un contributo al mercato del lavoro (c.d. Am-Tax) e l’imposta ecclesiastica (facoltativa).
Il sistema è comprensivo di tutte le tre imposte sommate. In generale, la tassazione va dal 38% del reddito fino a un massimo del 55,8% (per i redditi dai 60mila euro in su). Esclusa la tassa ecclesiastica.
Tutti i redditi di fonte danese sono soggetti a normale tassazione; pertanto anche i redditi percepiti da non residenti in Danimarca, purché provenienti dalla Danimarca.
Si è considerati residenti se si possiede una residenza ufficiale in Danimarca o se vi si risiede per più di sei mesi l’anno.
L’Iva è al 25% (in Italia l’aliquota massima è al 22%), non esistono aliquote ridotte.
I redditi da capitale sono tassati al 27% fino a 55.300 corone e al 42% per somme maggiori.
I dividendi sono in genere tassati al 22% o al 27% a seconda di chi li percepisce.
Gli immobili sono tassati con aliquota all’1% fino a 3.040.000 corone (408.779 euro) e al 3% sul valore eccedente.
Non esiste il segreto bancario, le autorità fiscali sono autorizzate a effettuare controlli e richiedere documentazione aggiuntiva ai contribuenti, riguardo al
loro reddito.
In Danimarca i lavoratori possono dedurre le spese di trasporto e viaggio (quando non rimborsate dal datore di lavoro), i contributi per l’assicurazione contro la disoccupazione, le quote di iscrizione alle associazioni professionali e le sottoscrizioni sindacali.
A tutti i lavoratori dipendenti viene riconosciuta una deduzione pari al 10,5% della remunerazione totale (compresi i benefit) che può giungere fino ad un massimo di 39.400 corone (5.298 euro).
Le stesse regole si applicano ai lavoratori autonomi.
L’imposta statale è dovuta per i redditi personali (da lavoro dipendente, lavoro autonomo, pensioni), i redditi da capitale e da partecipazioni. Ciascuna categoria reddituale determina l’imposta sulla base di proprie regole e proprie deduzioni. I redditi da lavoro dipendente comprendono anche le indennità e i benefit.
Il reddito imponibile dei lavoratori autonomi viene calcolato seguendo le regole dell’imposta sui redditi delle società e le eventuali perdite possono essere compensate con redditi di altra fonte.
I redditi di capitale derivano dalla percezione di interessi o da capital gain. Tra essi rientrano anche le plusvalenze derivanti dalla vendita di immobili.
L’imposta statale è progressiva: con aliquota pari al 12,16% per i redditi compresi tra 46.800 a 544.800 corone danesi e del 15% per lo scaglione di reddito superiore a tale soglia.
In base alle norme in vigore per il 2021, i redditi di partecipazione sono tassati separatamente al 27% per importi non superiori a 56.500 corone, mentre per importi superiori l’aliquota applicabile è del 42%. Nel caso di coppie sposate l’importo massimo del reddito soggetto ad aliquota del 27% è pari al doppio, ovvero a 113.000 corone.
Si tratta di un contributo al mercato del lavoro che viene trattenuto dal datore di lavoro. Ammonta all’8% del reddito personale (più eventuali redditi da capitaie), e viene dedotto dal reddito prima del calcolo delle altre imposte.
Viene utilizzato dallo stato per sostenere, tra le altre cose, i sussidi, le indennità per ferie, spese periodiche (come i viaggi), benefit per il personale, contributi al lavoro autonomo ecc. Non copre altre spese sociali come le pensioni e i sussidi di disoccupazione.
Si calcola sul reddito imponibile con un tasso forfettario che dipende dal comune di residenza del contribuente. L’aliquota media applicata nel 2021 è del 24,97%.
E’ un’imposta comunale facoltativa, utilizzata per sostenere la Chiesa evangelica-luterana della Danimarca; si determina applicando al reddito imponibile un’aliquota forfettaria, che va dallo 0,41% all’1,5% a seconda del comune di residenza.
Si somma al reddito personale (vedi sopra) il reddito da capitale. Sul totale ottenuto si calcola l’imposta statale, quella locale e se dovuta, quella ecclesiastica.
In aggiunta alle specifiche deduzioni ammesse per ciascuna categoria reddituale, sono previste detrazioni per figli a carico e agevolazioni generali applicabili alla generalità dei contribuenti.
A marzo dell’anno successivo a quello di riferimento ogni residente riceve una dichiarazione precompilata (årsopgørelse) oppure una lettera di informazioni da parte dell’autorità fiscale.
Coloro che ricevono la dichiarazione precompilata hanno tempo fino al 1° maggio per correggerla, integrarla e inviarla mentre per gli altri e per i non residenti la scadenza è fissata al 1° giugno. Le coppie sposate possono presentare una dichiarazione congiunta.
I lavoratori dipendenti devono compilare una dichiarazione preliminare sulla base della quale l’amministrazione fiscale emetterà una “tax card” con l’indicazione per il datore di lavoro delle corrette ritenute fiscali e delle detrazioni da effettuare.
Tutti gli individui di età superiore a 18 anni sono beneficiari di un’esenzione dal reddito imponibile pari a 46.700 corone . Per i minorenni l’importo è pari a 36.900 corone. Se un coniuge non è in grado di utilizzare l’intero importo, la parte non utilizzata può essere trasferita all’altro coniuge.
I versamenti previdenziali a un fondo pensione danese, a una compagnia di assicurazione o a un’istituzione finanziaria sono esenti da tasse se effettuati dal datore di lavoro, e sono deducibili dalle tasse se effettuati dal singolo contribuente, entro certi limiti.
In generale, i contributi possono essere dedotti fino a un massimo di 58.500 corone (nel 2021) se versati in un fondo pensionistico privato; stesso tetto di deducibilità per i contributi versati direttamente dal datore di lavoro.
Per i ricercatori, scienziati o altro personale altamente specializzato proveniente dall’estero che presta la propria attività lavorativa in Danimarca, è previsto un regime speciale di tassazione per i primi sette anni di permanenza nel Paese, consistente in un’imposta sostitutiva di tutte le altre con un’aliquota fissa al 32,84% (27% imposta ordinaria più il contributo al mercato del lavoro senza però poter beneficiare di alcuna deduzione).
Il regime è però soggetto ad alcune condizioni relative alla tipologia di lavoro, all’ammontare di reddito percepito, che per il 2021 deve essere almeno pari a 69.600 corone, e ad altri aspetti ed è riservato unicamente alla retribuzione da lavoro dipendente, mentre qualsiasi altro reddito viene tassato in maniera ordinaria.
In base alle norme in vigore per il 2021, i redditi di partecipazione sono tassati separatamente al 27% per importi non superiori a 56.500 corone, mentre per importi superiori l’aliquota applicabile è del 42%. Nel caso di coppie sposate l’importo massimo del reddito soggetto ad aliquota del 27% è pari al doppio, ovvero a 113.000 corone.
L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società residenti in Danimarca (e sulla parte di reddito di fonte danese per quanto riguarda le società estere) è pari al 22%.
Sono tassate diversamente alcune persone giuridiche, come quelle appartenenti alle istituzioni ecclesiastiche, alla Banca centrale danese, ai servizi sanitari, alle imprese di risanamento urbano e ai fondi pensione.
Le imprese residenti in Danimarca sono soggette al pagamento delle “tasse ambientali” sui consumi di benzina, petrolio, elettricità e rifiuti.
L’aliquota per la tassazione degli immobili situati in Danimarca è pari allo 0,92% su proprietà di valore inferiore a 3.040.000 corone e del 3% sul valore eccedente questa soglia. La base imponibile è data dal valore catastale e se la proprietà è stata acquistata prima del 1° luglio 1998 è prevista una detrazione.
I proprietari di immobili sono tenuti a pagare anche le imposte comunali sulla proprietà e sul terreno. Tali imposte sono calcolate applicando al valore del terreno un’aliquota determinata su base comunale compresa tra l’1,6% e il 3,4%.
Le successioni di valore superiore a 308.800 corone (per il 2021) sono tassate con aliquota del 15% se i beneficiari sono i parenti più prossimi (il coniuge superstite è comunque esente), o del 36,25% per tutti gli altri beneficiari.
Per le donazioni a discendenti è prevista un’esenzione fino a 65.700 corone (per i loro coniugi la soglia è di 23.000 corone) e successivamente un’aliquota del 15%. Anche in questo caso il coniuge è esente. Per i soggetti diversi dai familiari più stretti la successione e la donazione sono considerate un reddito sottoposto a tassazione ordinaria.